GIORNALISTA… 3.0!
13/02/2012
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13/02/2012
Da Topolinia a Milano, un omaggio alla “professione reporter”: ragazzi, ho intervistato il più SOCIAL (e il più fumettato!) dei giornalisti italiani, Beppe Severgnini!
Si divide tra carta, web e radio, scrive per Corriere della Sera e Financial Time, e online lo trovate su beppesevergnini.it e italians.corriere.it. Le sue passioni? L’Inter e gli Italians. Con il suo stile pieno di humour, ironia e sagacia piace così tanto che è il giornalista italiano più “followato” su Twitter.
Chiacchierare con lui è stato un piacere e una bella lezione... da grande giornalista a piccola inviata!
Vi posto alcune delle domande che gli ho fatto. L’intervista completa la trovate sul numero di Topolino in edicola, insieme a una meravigliosa storia proprio sul giornalismo!
Intanto, da bravi blogghisti e bloggaroli e magari futuri giornalisti, lasciate i vostri commenti in fondo a questo post sul giornalismo, su Bsev, su quest’intervista!
“Topolinia 20802 - L’attore e il giornalista” si apre e si chiude con un bimbo che sogna, da grande, di fare il giornalista: ci si è ritrovato?
Da sempre ho avuto a che fare con lo scrivere, e con grandi soddisfazioni. A scuola ero il più bravo in italiano, nei boy scout ero io a tenere il “diario di caccia”, a 18 anni riempivo i taccuini dei viaggi in Europa e America, a militare scrivevo su commissione lettere cartacee (mica c’era l’email nel 1981!) alle fidanzate dei miei commilitoni, come in un film di Totò!
Per scrivere bene: poche notizie ma accattivanti?
Sì, non bisogna fare i buffoni. Fai un gran regalo quando dici o scrivi una frase che una persona ascolta o legge e poi se la porta in testa tutto il giorno pensando: “Ma guarda, è esattamente così, accidenti!”. E’ un gran lavoro, non meno importante di un’inchiesta o di una cronaca.
Ecco uno dei “trucchi del mestiere”... validi anche nei temi! Ce ne svela qualcun altro?
Mai usare due “che” nella stessa frase: datemi retta e farete temi meravigliosi. Poi, mettetevi sempre nei panni del lettore, come fanno anche gli sceneggiatori di Topolino. Non vale mai la frase “ quello non mi ha capito”: se non siete stati compresi, la colpa è sempre vostra. Per definzione. Voi dovete trovare il modo di farvi capire anche da chi è distratto, poco istruito, mica tanto furbo. Questa umiltà è fondamentale, e porta a essere chiari. Essere prolissi, complicati e arzigogolati è facilissimo. Scrivere cose brevi e chiare no.
Di ”Interismi” parla spesso... oggi invece parliamo di “Fumettismi”!
Leggo volentieri quelli che ho amato da piccolo, Tex e Topolino. Non sono un cultore di quelli sofisticati “da grandi”: il fumetto deve essere semplicità, e farmi tornare ragazzino. C’è chi alla mia età scappa con la segretaria ventenne e chi come me tiene i fumetti in bagno. Perché quella è la vera biblioteca della casa, ed essere lasciati lì fa onore. Mi auguro che anche anche i miei libri restino in bagno come i fumetti!
E un po’ fumettoso lei lo è…
Ed è un bel complimento! Sì, sono uno dei giornalisti più fumettati: non sono bello, ho tanti capelli, gli occhiali, la faccia lunga... è facilissimo farmi una caricatura, ne ho la casa piena!
Lei ha il recordi di oltre 160mila follower su Twitter!
Non significa che sono il più bravo, ma sono stato uno dei primi e ho fatto pratica a condensare idee nella forma aforismica del tweet.
Ci fa una lezione semiseria di buona scrittura?
Occorre una “serie di T”. Talento: almeno un po’ (i negati, lascino perdere da subito). Tenacia: se si ha talento ma non lo si allena, è inutile. Tempismo: bisogna darsi da fare, e guai a scrivere la cosa sbagliata nel momento sbagliato. Tolleranza: devi amare la gente e le situazioni, non devi giudicare, sei solo uno che racconta. Tenerezza: per scrivere della commedia umana. Infine c’è un altro fattore che però inizia per C, ed è una parola rotonda che vuol dire fortuna. Senza la quale le 5 T possono non servire. In bocca al lupo...
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