BUZZURRI SI NASCE
19/07/2011
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19/07/2011
Il blog di Dinamite Bla
(presentazione)
Anche quest’anno ci risiamo! Iniziano i pic nic di primavera... e a me prudono le mani! Prendete domenica scorsa. Me ne stavo tranquillo sul mio cucuzzolo e strappavo un po’ di erbacce fra le file di cavoli quando, che cosa sento? Prima uno starnazzare diffuso che sale su dal sentiero, poi il vociare sempre più forte si trasforma in un vero e proprio schiamazzo... Ci siamo, mi dico. E’ scattata l’ora X e questi sono i primi picnicchisti che a questo punto dell’anno arrivano sul Cucuzzolo con gli ombrelloni e le radioline, palloni di tutte le forme e misure, un codazzo di parenti urlanti, un mucchio di plastica di tutte le forme e, naturalmente, tutto l’occorrente per la famigerata... grigliata!
Ora. Io non ho nulla contro il barbecue (a parte le mie personali convinzioni su quello di cui sia meglio nutrirsi, per dire...) ma mi sta proprio sul gozzo tutto quello che il barbecue si porta dietro.
Per cominciare, mentre gli altri si davano da fare con il fuoco, uno di questi simpaticoni ha deciso di lavare la macchina, che faceva veramente schifo tanto era sporca, versando acqua e sapone per tutto il bosco; i bambini, benchè già belli improsciuttiti da ore e ore immobili davanti alla TV, hanno vuotato un numero imprecisato di sacchetti di patatine e altra roba fritta, lasciandoli poi in balia del vento che li ha dispersi per tutta la valle. Anche perché loro erano impegnati a berciare correndo dietro a un pallone, terrorizzando gli animali nel raggio di un chilometro. L’intero spiazzo che avevano occupato era disseminato di piatti, bicchieti e posate di plastica, sospinti qua e là dal vento. Tutti continuavano a chiamare tutti strillando da un capo all’altro della radura; più due erano lontani, più dovevano comunicarsi cose importantissime.
L’unica cosa che riusciva a sovrastare il baccano generale era la voce metallica di un tizio che commentava un’altra partita che si svolgeva altrove, e che quindi stavano raccontando per radio. Quando la squadra ha segnato, uno si è talmente esaltato che ha sferrato un calcio a quel coso con dentro la brace su cui si cucina; il coso si è rovesciato, sparando in giro i lapilli ancora accesi su tutta l’erba ancora secca che c’era intorno e per poco non dà fuoco a ogni cosa.
Ma bravi! Ma bene! E così il buzzurro... sarei io?
Quando mi hanno visto arrivare con il mio archibugio caricato a sale sono rimasti impietriti. Blam e ri-blam! Due belle fucilate per aria, così come antipasto. Non ricordo quello che ho urlato, ma c’entrava con il sacrosanto rispetto per quello che abbiamo intorno che non appartiene a nessuno di noi, la sua armonia, il suo eterno equilibrio. E la loro maleducazione.
Avevano gli occhi sbarrati e le mascelle in caduta libera; pare abbiano capito. E prima di andarsene hanno raccolto e messo nei sacchetti tutte le loro plastiche, senza lasciare nemmeno un tovagliolino. E mi hanno chiesto un secchio d’acqua per spegnere le braci che erano cadute sull’erba. A bordo dell’auto superpulita e lucente finalmente se ne sono andati.
Giornata rovinata! Sono veramente furioso, mi chiedo perché certa gente si comporti così. Ormai è l’imbrunire e non mi resta che tornare a casa; la prossima volta che mi viene a tiro un altro gruppo di zuzzerelloni in gita di piacere, quattro belle bastonate non gliele leva nessuno! O un bel paio di fucilate piazzate a dovere: hai visto mai che di tutto quel sale non gliene resti un po’ anche in quelle zucche vuote?
Bah! Non c’è che un bel piatto di stufato di rape che possa farmi tornare il buonumore.
BLAM!
Non è che mi da fastidio la gente. E’ che proprio non sopporto le persone...
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