Secondo l’oroscopo cinese è nato sotto il segno del serpente, in un caldo giugno del secolo scorso ed è cresciuto nutrendosi prevalentemente di carta stampata, musica e celluloide.
Alberto avrebbe voluto nascere negli anni Trenta per quel cinema bianco e nero e senza parole che lo fa letteralmente impazzire, e decide che da grande costruirà la macchina del tempo.
Intanto alle elementari si distingue come lettore onnivoro, collezionista di figurine e campione di palla prigioniera; supera uno dopo l’altro un sacco di anni di scuola e intanto pensa a quale attività dedicarsi in futuro per evitare di "timbrare il cartellino".
Recuperata una vecchia macchina per scrivere destinata alla rottamazione, incomincia a buttare sulla carta pensieri che a poco a poco si trasformano in storie. Dopo essersi fatto le ossa collaborando con vari editori, approda come sceneggiatore in Disney, ove si distingue subito per i cronici ritardi nelle consegne.
Interessato a qualsiasi cosa riesca a fargli perdere un po’ di tempo, adora le serie televisive, le foto in bianco e nero, il rock, il funky, i suoi allievi della Scuola del Fumetto di Milano, l’architettura gotica, i radiodrammi americani degli anni ’40, Rat-Man, la cucina messicana e i vecchi film della Universal. Al progetto della macchina del tempo, ha deciso che rimetterà mano tra un centinaio di anni.



